Grande guerra grande fame. La voce della coscienza è ben debole quando le budella urlano.pdf

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Sergio Tazzer

Da sempre, la fame è stata una potente arma nelle guerre. Lo stesso Napoleone, che di battaglie e di campagne di guerra ne sapeva qualcosa, scrisse che per gli stomaci vuoti non esistono né obbedienza né timore. Il conflitto mondiale 1914-1918 non fece eccezione. La Gran Bretagna con la sua flotta mise in atto un rigido blocco navale ai danni degli Imperi Centrali, la Germania rispose con linsidiosa guerra sottomarina. Per tutti i paesi belligeranti, che avevano creduto in una guerra breve, presto divenne chiaro che le condizioni di vita generali sarebbero cambiate in peggio. Vennero introdotti i razionamenti alimentari, le tessere, i bollini, le requisizioni, gli ammassi. Durò più a lungo chi poté ricevere, soprattutto dallAmerica, aiuti e provviste tali da superare le emergenze. In questo quadro soffrirono i soldati al fronte (questo, per dei combattenti, era da mettere in conto), ma patirono soprattutto i civili, quelli più deboli. Queste pagine cercano di raccontare qualche sprazzo di storia e di storie non ben conosciuti o addirittura ignorati. Un ricordo, infine, di coloro che di fame morirono.

L’articolo è bellissimo. Tocca un argomento di cui tutti gli uomini e tutti i movimenti maschili dovrebbero discutere a fondo. Troppo importanti le conseguenze dell’assunzione su di sè, volontaria o per costrizione non importa molto, dell’onere e della lacerazione della violenza. La vita è sogno, anche se questo "sognare" è innato (quindi la nostra unica "realtà"), obbedisce a regole precise, valide per tutti e insite nei nostri schemi conoscitivi. Questo è il pensiero filosofico di Schopenhauer (Gigi Marzullo non c'entra niente), e questo è il concetto su cui si basa l'induismo per cui nel continuo ciclo…

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8867670131 ISBN
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Note correnti

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Sofi Voighua

7 mar 2018 ... Già nel 1915, quando si capì che la guerra sarebbe stata ben più lunga e costosa del previsto, impedire l'accesso alle risorse alimentari, per ...

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Mattio Mazio

ro, «la voce della coscienza e dell’onore è ben debole quan-do le budella urlano». Quando poi, alla fine del 1917, l’influenza cosiddetta spagnola divenne vera pan-demia e cominciò a mietere migliaia di vite già stremate dalla guerra e la terra tremò Quando un politico inizia lo sciopero della fame fa un'ottima azione, solo che poi rovina tutto quando riprende a mangiare. Carl William Brown, Aforismi contro il potere e l'autorità della stupidità, 2015 La fame è la peggiore delle malattie, il corpo la più grande pena. Siddhārtha Gautama Buddha, Dhammapada (Versi della Legge), V sec. a.e.c.

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Noels Schulzzi

A sud di nessun nordModifica. Quando ci pestavamo, andavamo avanti per ore senza che i nostri genitori si sognassero di intervenire. Forse perché ci ... 23 mag 2014 ... Poi arriva il giorno che ce n'è in abbondanza, in grande abbondanza. ... Il rancio è un assillo per chi combatte la Prima Guerra Mondiale. ... importanti, è quando si rischia davvero la vita, in prossimità di un'offensiva. C'è da nutrire bene i soldati per lo sforzo che dovranno sostenere, e poi c'è da imbonirli.

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Jason Statham

ro, «la voce della coscienza e dell’onore è ben debole quan-do le budella urlano». Quando poi, alla fine del 1917, l’influenza cosiddetta spagnola divenne vera pan-demia e cominciò a mietere migliaia di vite già stremate dalla guerra e la terra tremò

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Jessica Kolhmann

Grande guerra grande fame. La voce della coscienza è ben debole quando le budella urlano. Anima Christi: origine, storia e teologia di una preghiera medioevale Quando l’Italia entra in guerra, lui ha 23 anni e si ar- ruola volontario, sottotenente di fanteria. Viene mandato in Albania, in Grecia, in Jugoslavia. Nell’estate del 1941 93 va in Russia con il Corpo di spedizione italiano, sottote- nente dell’82° Reggimento Fanterìa della Divisione «To- rino».